Le nostre idee sposano a pieno "l'IDEA CIVICRATICA" .
Così nasce l'intuizione per un settore artistico "Artivismo Civicratico" che avalla la tesi di Civicrazia e al suo fianco porta il messaggio di UN CITTADINO DAVVERO PROTAGONISTA DELLA PROPRIA VITA, DEL POTERE PUBBLICO AL SERVIZIO DEL CITTADINO.
"Artivismo" non è altro che un attivismo artistico perché è importante nella filosofia del movimento non tanto l'aspetto tecnico ma il comportamento che come diceva Beuys " è l'unica verità di noi stessi";
è il punto di partenza per cancellare la rassegnazione e l'immobilismo sociale degli ultimi decenni.
L'avanzata sempre più incessante del "vuoto" ideologico e l'assenza nelle nuove generazioni di "pensiero personale", dovuta alla forte influenza mediatica, debba dare all'artista il compito di colmare gli spazi lasciati scoperti da questa società consumistica e globalizzata.
Il pensiero, le idee, le scelte sembrano non appartenere a quest'epoca: anche quelli che sembrano discorsi scontati non sono più tali in questo periodo storico; è in questa fase che è auspicabile la nascita di una democrazia partecipativa che ristabilisca l'equilibrio tra individuo, società e politica .
La linea di principio della Civicrazia ci riporta alla filosofia artistica di uno dei più significativi ed emblematici personaggi della storia dell'Arte contemporanea, Joseph Beuys che ha lavorato tutta la sua vita per migliorare i metodi già esistenti nella società, senza crearne di nuovi.
Beuys ha messo l'uomo, con l'energia creativa e vitale che tutti gli uomini posseggono, al centro; è stato l'anticipatore di tutte quelle problematiche ambientali, culturali, sociali, economiche e anche politiche che oggi in tutto il mondo si discutono.
Il Parlamento oggi non rappresenta più i cittadini che non possono scegliere il candidato, ma solo il simbolo del partiti. La Costituzione non è applicata. I partiti si sono sostituiti alla volontà popolare e sottratti al suo controllo e giudizio.
Quali sono le mosse e le scelte da fare per far sì che si abbia una tanto desiderata Svolta?
Bisogna armarsi di pensiero, parole, azioni e comportamenti per intraprendere una "dolce rivoluzione" per sconfiggere prima lo scoramento e la rassegnazione dovuta ormai ad un periodo lungo e inoperoso della nostra vecchia classe politica per poi riportare una democrazia partecipativa che è l'opposto di quella rappresentativa.





